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Contro le provocazioni di casapound e la legittimazione del neofascismo

Contro le provocazioni di casapound e la legittimazione del neofascismo

Fonte: Rete #nobavaglio

La Rete #NoBavaglio esprime la più ferma condanna per quanto avvenuto nelle scorse ore davanti al Parlamento, luogo simbolo della democrazia italiana nata dalla lotta al fascismo. Le dichiarazioni e le provocazioni provenienti da esponenti di CasaPound e da altri gruppi dell’estrema destra — accompagnate da insulti rivolti ad antifascisti, giornalisti e operatori dell’informazione — rappresentano un grave attacco ai valori costituzionali e al vivere civile.

«Chi odia l’Italia se ne vada. Non vogliamo reimigrare solo gli immigranti, ma anche i giornalisti antifascisti che non fanno il loro lavoro». «Siamo di fronte a un atto mafioso perché l’antifascismo oggi è mafia». Sono solo alcune delle frasi deliranti pronunciate da Luca Marsella di CasaPound, insieme a Ivan Sogari (Veneto Fronte Skinheads), Jacopo Massetti (ex Forza Nuova) e Salvatore Ferrara (Rete dei Patrioti), dopo essere stati allontanati dal Parlamento dal muro di parlamentari delle opposizioni. Il loro obiettivo era lanciare la raccolta firme del comitato “Remigrazione e Riconquista” per una legge popolare di contrasto all’immigrazione, iniziativa sostenuta dal deputato leghista Domenico Furgiuele.

Definire l’antifascismo “mafia” o addirittura “malattia mentale” non è soltanto un rovesciamento della storia, ma un tentativo pericoloso di delegittimare il fondamento stesso della Repubblica. A ciò si è aggiunto un gesto particolarmente inquietante: agli operatori dell’informazione sono stati mostrati biglietti aerei, accompagnati dall’invito esplicito rivolto «ai giornalisti antifascisti che non fanno il loro lavoro» a “partire”, lasciare l’Italia, come se la presenza della stampa fosse illegittima o sgradita.
Un atto offensivo non solo verso i giornalisti, ma verso l’intera comunità democratica.

Queste aggressioni verbali e simboliche contro antifascisti, giornalisti e mediattivisti non sono “provocazioni” isolate: fanno parte di una strategia di normalizzazione di linguaggi e comportamenti incompatibili con la Costituzione. Ancora più grave è che tali episodi avvengano davanti al Parlamento, luogo nato dalla Resistenza e dall’antifascismo, che dovrebbe rappresentare un perimetro invalicabile contro chi tenta di riscrivere o negare la storia.

CasaPound — organizzazione che non ha mai nascosto di definirsi esplicitamente “fascista del terzo millennio” — continua a operare e a provocare dentro e fuori i luoghi istituzionali. Per questo la Rete #NoBavaglio ribadisce la richiesta, già avanzata da associazioni, movimenti e cittadini, di un intervento chiaro e determinato affinché vengano applicate le leggi della Repubblica che vietano la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

Come giornalisti, mediattivisti, operatori dell’informazione e cittadini, riteniamo intollerabile la normalizzazione di linguaggi, comportamenti e iniziative che alimentano pulsioni neofasciste e neonaziste. Le istituzioni democratiche vanno difese, non svuotate né esposte a provocazioni che mirano a scardinare i principi di libertà, pluralismo e antifascismo sanciti dalla Costituzione.

La Rete #NoBavaglio continuerà a vigilare e a denunciare ogni tentativo di intimidire la stampa, limitare il diritto all’informazione o legittimare ideologie che la storia ha già consegnato al giudizio più severo.

La democrazia si difende ogni giorno. Mai più fascismi.

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