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Commissariamento scuola Toscana

Visto il recente commissariamento della Toscana, con il nuovo dirigente scolastico regionale, come PRC Toscana riteniamo doveroso fare alcune considerazioni.

Il tema degli accorpamenti degli istituti scolastici è legato all’universalità del diritto all’istruzione.

Con il dimensionamento di ben 16 scuole in Toscana si tolgono ad alcuni territori “periferici” scuole che accolgono ragazzi del territorio, che devono spostarsi con mezzi pubblici, talvolta insufficienti o con mezzi privati con conseguente maggior inquinamento. Questo comporta sacrificio per alunni e studenti, costi aggiuntivi per le famiglie, che già sono in difficoltà per il caro vita, ed un impoverimento per il territorio.

Eliminare, o depotenziare, istituti scolastici del centro comporta invece il rischio di svuotare ulteriormente i centri storici dalla popolazione residente per lasciare che tutto diventi unicamente appannaggio della Disneyland votata all’overtourism.

Gli accorpamenti comporteranno maggiori difficoltà nell’organizzazione degli istituti e un impoverimento delle scuole, personale ata con maggior carico di lavoro, classi più affollate a discapito della qualità di insegnamento.

Si risparmia sulle scuole pubbliche, anche a causa degli ingenti finanziamenti per le spese militari, e al contempo si aumentano i finanziamenti alle scuole private o paritarie, tanto che alcune famiglie, che possono, optano per l’iscrizione dei figli a quest’ultime, perché a fronte di una serie di vantaggi organizzativi orari, si ritrovano poi a pagare una retta piuttosto contenuta, proprio perché i costi principali sono a carico della collettività!

Si ricorda, a questo proposito, che l’art. 33, 3 comma della Costituzione, recita: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. E capiamo come oggi più che mai, questo articolo sia, e sia stato, dai governi precedenti, altamente disatteso!

Oltretutto, anche la scuola pubblica dell’obbligo diventa sempre più élitaria; l’uso dei dispositivi elettronici, viene infatti richiesto a tutti, senza considerare che alcune famiglie possono avere difficoltà nel possederli e nell’usarli. Una criticità importante poi, che rileviamo, è quella degli studenti stranieri, visto che per lo studio si chiede sempre più il coinvolgimento attivo dei familiari , difficile mancando sufficienti servizi di mediazione linguistico culturale.

In merito alla decisione poi del Governo di commissariare alcune Regioni, fra cui la Regione Toscana, in riferimento agli accorpamenti degli istituti scolastici, si può notare come questa operazione sia perfettamente in linea con la tendenza all’accentramento dei servizi, a cui si assiste ormai da molti anni. In più adesso, il Governo ha colto l’occasione di depotenziare il ruolo delle Regioni, nominando un proprio uomo di fiducia per poter operare maggiori tagli sulla scuola; ma come già abbiamo detto, oggi il diritto all’istruzione passa in secondo piano, altrimenti non riusciremo a trovare i fondi sufficienti per gli armamenti!

Anche la riforma della magistratura segue questa linea; un accentramento di poteri che mina alla radice la separazione del potere esecutivo e giudiziario, chiaramente a vantaggio del potere esecutivo.

Se si condisce il tutto con una buona dose di razzismo, come nella richiesta di indicare quali siano gli studenti palestinesi, e di censura, operata ai danni dei docenti, in particolar modo di sinistra, si capisce come si ritenga importante il depotenziamento della scuola pubblica, accompagnata dalla volontà di dedicare ingenti investimenti, alle spese militari, che anche chi è al governo, in opposizione, non sta adeguatamente contrastando!

Tatiana Bertini, Segreteria PRC Toscana, Responsabile Dipartimento politiche sociali
Valentina Adduci e Paola Serasini, PRC Toscana, Dipartimento politiche sociali

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