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Caso Ribolla e colonizzazione israeliana. Mentre i casi si moltiplicano Giani scappa dalle proprie responsabilità

Sul caso Ribolla, il Presidente della regione toscana Eugenio Giani, invece di rispondere nel merito della vicenda, e soprattutto alla nostra esplicita richiesta di negare l’autorizzazione unica alla società SPV Energy 3 S.r.l., prende tempo dichiarando che se ne riparlerà a settembre, legando la questione ad una proposta di legge regionale che dovrebbe contenere, in caso di richiesta di autorizzazione, anche criteri di un’aderenza ai valori della nostra Regione, peccato che nella attuale citata proposta di legge non ce n’è nessuna traccia (come rilevato da Il Manifesto).
Intanto, la vicenda si allarga assumendo contorni che appaiono come una vera e propria “colonizzazione” del territorio toscano, almeno nella provincia grossetana, con altri due impianti fotovoltaici con lo stesso identico profilo societario di scatole vuote, stessa sede societaria milanese (piazza cinque giornate 10 Milano), stesso amministratore unico, Yuval Skornik, dirigente della divisione energia di Shikun & Binui; insomma stesso sistema messo in piedi dalla SPV Energy 3 S.r.l. che, come ha fatto il Comitato Diritti in Palestina, può essere agevolmente scoperto con una semplice visura catastale. Gli impianti sarebbero della SPV Energy E33 a Gavorrano, La Merlina, con un impianto di 22,5 MW- 35 ha e della SPV Energy 4 a Grosseto, Podere Gavazza, con un impianto di 22,2 MW -25 ha; guarda caso tutte società costitute nella primavera 2023, iscritte a inizio 2025, con VIA presentata a novembre 2025.
Una situazione dai contorni quantomeno discutibili di cui la Regione Toscana, in primis il governatore Eugenio Giani, si dovrebbe seriamente allarmare, senza aspettare settembre; come dovrebbe prendere in serio conto, quanto dichiarato dallo stesso Sindaco di Roccastrada, nonché Presidente della Provincia di Grosseto, preoccupato dalle richieste di concessione per l’agrivoltaico di multinazionali costituite con l’unico obiettivo di ottenere autorizzazioni per la valorizzazione del prodotto sul mercato e che, come nel caso della multinazionale israeliana Shikun & Binui, si scopre essere complice del governo Netanyahu, e con un ruolo attivo nel genocidio del popolo palestinese.
Alla faccia del rispetto del sistema valoriale della Toscana. Insomma, si tratta di asset finanziari che consumano suolo senza nessun ritorno economico e sociale per la comunità locali e, aggiungiamo, con il rischio di comprometterne seriamente la reale vocazione economica.
Per quanto ci riguarda, insistiamo nel chiedere al governatore Giani di esprimersi chiaramente sul diniego all’autorizzazione unica alla società SPV Energy 3 S.r.l per l’impianto di Ribolla, senza nascondersi dietro aleatori percorsi legislativi.
Il sistema valoriale della Regione Toscana è già definito dallo Statuto regionale che all’articolo 3, comma 2 sostiene e opera per il rispetto dei diritti umani.

Segreteria regionale Rifondazione Comunista toscana

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