Poggibonsi, sull’inceneritore dei Fosci la politica prende atto delle ragioni di Rifondazione.
Riflessioni sparse sul Consiglio comunale del 12 ottobre.
Dopo un’estate trascorsa a studiare e approfondire la proposta di ampliamento dell’inceneritore dei Fosci, nel completo disinteresse sul tema delle altre forze politiche, Rifondazione Comunista Poggibonsi registra due fatti importanti.
1) Tutti i partiti e le liste civiche poggibonsesi hanno dovuto riconoscere l’insostenibilità economica ed ambientale della proposta, ed hanno firmato e votato una mozione che impegna la giunta a dare parere negativo in assenza di molte e stringenti integrazioni sul progetto da chiedere a Siena Ambiente:
- – La dimostrazione dell’utilità dell’opera in base al fabbisogno;
- – La dimostrazione che i rifiuti non verranno da fuori ATO;
- – La dimostrazione che i costi per i cittadini non aumenteranno nell’arco di vent’anni;
- – La dimostrazione che le emissioni annue di inquinanti non aumenteranno.
Richieste che, com’è chiaro a chiunque abbia letto le carte, non sono affatto semplici da evadere per la società.
E così deve essere.
Dopodiché sono richieste parziali e timide in confronto alle criticità che il progetto presenta ma, il fatto che tutte le forze le abbiano sottoscritte e votate nel Comune che quell’impianto lo ospita, è un chiaro e inequivocabile segnale per chi deve dare l’ultima parola sul progetto: la Regione Toscana.
A Firenze arriva un messaggio preciso: Poggibonsi quell’ampliamento non lo vuole.
Ed è un bene.
Per conto nostro, al di là del procedimento istituzionale, continueremo ad opporci in ogni sede al progetto di Siena Ambiente e ad ogni altra richiesta analoga.
2) La maggioranza di Poggibonsi è divisa su tutto.
È divisa sull’inceneritore, tema su cui registriamo interventi che iniziano a capire la portata del danno che il progetto porterebbe, insieme ad altri che al contrario si arroccano sul conservatorismo e la disponibilità allo scempio ambientale ed economico.
Ma unita, e lo registriamo, a non considerare investimenti alternativi su riuso, riciclo e diminuzione dell’indifferenziato.
È divisa sul lavoro, dicendo da una parte che i contratti delle cooperative sociali che organizzano molti dipendenti dei servizi all’infanzia comunali devono essere rivisti e migliorati, e dall’altra difendendo le norme reazionarie che disciplinano la materia.
È divisa sul ponte di Bellavista, da una parte aprendo alla nostra richiesta di ristori e di sostegni alle frazioni colpite, dall’altra approvando un testo infarcito solo di vuota retorica e facile propaganda per giustificare cinque anni di abbandono.
Insomma, una maggioranza con le unghie ben affilate per potersi arrampicare al meglio su specchi già molto graffiati.
Noi portiamo a casa il risultato.
L’opposizione di sinistra che non si limita a domandare, ma chiede impegni su questioni verificate. L’opposizione che, un passo alla volta, qualcosa ottiene per il bene della comunità.
