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Diritto alla casa: cancellati 970 milioni di euro.

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Lo smantellamento dello stato sociale colpisce il bisogno casa: cancellati 970
milioni di euro stanziati per il recupero degli alloggi sfitti per destinarli ai costi
della guerra in Iran.
I costi della guerra, dell’aumento delle spese militari sono pagate con lo smantellamento
dello stato sociale. Lo abbiamo sempre detto ma la conferma da sempre dolore e rabbia!
L’annuncio dl taglio delle risorse è stato annunciato da Marco Buttieri, Presidente di feder
casa (federazione dei gestori delle case popolari), il 20 marzo ma solo Massimo Pasquini
la commenta ieri sul fatto quotidiano.

In parole povere azzerate i 970 milioni di euro a fondo perduto per recuperare gli alloggi
popolari destinati dal decreto legge a compensare i costi della guerra in Iran.
Gli annunci faraonici di Meloni e & di finanziamenti straordinari e del Ministro Salvini per
un piano casa straordinario si sciolgono come neve al sole e vengono invece cancellati le
uniche risorse stanziate per il recupero degli alloggi sfitti delle case popolari
scandalosamente vuote da anni in attesa della manutenzione ordinaria e straordinaria per
essere assegnate.

Prima tagli sulla sanità e ora, a pochi giorni di distanza, tagli sulle case popolari. Questa la
conferma che il costo delle guerre e delle sue ricadute è pagato dalle risorse recuperate
dallo smantellamento dello stato sociale. Un taglio che aggraverà un contesto già
drammatico del bisogno casa perché gli aumenti dei costi energetici avranno come
conseguenza l’impoverimento ulteriore delle famiglie fragili e l’aumento degli sfratti per
morosità.
Parliamo, lo ricordiamo, di 650,000 famiglie in graduatoria da anni -seconda decenni- per
un alloggio popolare. L’azzeramento delle risorse destinate al recupero dei circa 60.000 –
65.000 alloggi sfitti, urla vendetta.
Una ennesima scelta di indifferenza al dramma che cresce inesorabilmente del bisogno casa, un diritto fondamentale per cittadini e famiglie fragili che non trovano soluzione sul mercato privato.
Scrive Massimo Pasquini : “Sebbene non esista un database nazionale aggiornato in tempo
reale, i dati più recenti forniti da Federcasa e dai principali osservatori regionali, aggiornati
al 2024-2025, delineano un quadro di forte emergenza: si stima, infatti, che vengano
assegnati mediamente tra i 15.000 e i 20.000 alloggi all’anno su tutto il territorio nazionale;
ma le famiglie in graduatoria come detto sono circa 650mila. Solo il 3% circa delle famiglie
in graduatoria riesce a ottenere una casa ogni anno con gravi differenze territoriali. Dagli
anni ’90 a oggi, in Italia, l’investimento pubblico nella realizzazione di nuove case popolari
è quasi azzerato: infatti questi rappresenta solo il 2,2% del patrimonio costruito dopo il 2010.
Per questo motivo in Italia le case popolari rappresentano solo circa il 3% del patrimonio abitativo totale, contro una media europea molto più alta: in Francia 16,8%, nei Paesi Bassi 37%. Ancora una volta il governo usa le paventate risorse destinate al recupero delle case popolari sfitte come un bancomat. Una strada sbagliata.”

Monica Sgherri (segreteria regionale Toscana, responsabile “diritto alla casa, diritto alla città”)

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