Tessera PRC 2009

Il futuro ha bisogno di comunismo

Questioni morali

Due manifesti di Rifondazione

dentro la crisiBlocco dei licenziamenti

Più ammortizzatori sociali

Stop alle delocalizzazioni

Stop alle speculazioni sulle aree dimesse

PAOLO FERRERO

Incontra

I LAVORATORI IN LOTTA DELLA TOSCANA

Domenica 13 dicembre ore 9,30 a FIRENZE

Presso il circolo ARCI “Il Progresso”

Via Vittorio Emanuele II, 135

Firenze, 3 dicembre 2009

Questa mattina esponenti regionali delle forze che si riconoscono nella Federazione della Sinistra – Prc, Pdci, Socialismo 2000, Lavoro e Solidarietà – hanno tenuto un’incontro presso lo stabilimento dell’azienda Answers di Pistoia, occupata dai lavoratori.

Arancia MetalMeccanica

Arancia MetalMeccanica

Gli intervenuti – tra gli altri il segretario regionale di Rifondazione Comunista Stefano Cristiano, i consiglieri regionali Luca Ciabatti (PRC) e Paolo Marini (PdCI) – hanno consegnato i primi 1000 euro raccolti con la campagna “Arancia metalmeccanica”, cioè con la vendita di arance  – promossa nei giorni scorsi in Toscana dalle brigate di solidarietà, i GAP del PRC, svoltasi proprio con la finalità di sostenere la lotta e la ‘cassa di resistenza’ dei lavoratori Answers.

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Sostegno Lavoratori Answer Pistoia

Sostegno Lavoratori Answer Pistoia

Si è svolto ieri 26 novembre, sotto Palazzo Chigi, un presidio dei lavoratori del Gruppo Eutelia-Agile-Phonomedia-Answers. Alle 19:00, infatti, si teneva l’incontro tra il Governo e le parti sociali per tentare di trovare una soluzione alla gravissima situazione determinatasi a seguito della cessazione delle attività. continua a leggere »

L’associazione Diritti e Società e La Brigata di Solidarietà Attiva Toscana iniziano da oggi una raccolta di fondi ed un “bando alimentare” in aiuto ai lavoratori ed alle lavoratrici del call center “Answers” di Pistoia.

volantinobPresso tutti i Gruppi di Acquisto Popolare (GAP) in Toscana potrete offrire anche pochi euro o prodotti alimentari per sostenere i lavoratori che in questo momento lottano per il loro futuro.

Questo è il nostro modo di dimostrare la solidarietà nelle lotte e nel conflitto, dove centinaia di lavoratori sono stati abbandonati a loro stessi noi interveniamo, con l’unico strumento che conosciamo la solidarietà diretta.

5 dicLa crisi economica sta determinando una sofferenza sociale sempre maggiore. L’aumento della precarietà, la perdita di posti di lavoro, salari e pensioni con cui si fatica ad arrivare a fine mese sono il panorama comune a tutto il Paese. Il Governo invece di intervenire per risolvere questa situazione la aggrava con tagli alla spesa sociale e all’istruzione, con la compressione di salari e pensioni di cui l’attacco al contratto nazionale di lavoro è solo l’ultimo atto. Inoltre, questo Esecutivo si adopera a fomentare la guerra tra i poveri con provvedimenti razzisti e xenofobi sull’immigrazione.

Come se non bastasse, il Governo ha varato provvedimenti come lo scudo fiscale che legalizzano l’evasione fiscale e il malaffare, ha stanziato una quantità enorme di denaro per le banche, per l’acquisto di cacciabombardieri e per grandi opere inutili come il ponte sullo stretto di Messina.
Il Governo contribuisce, quindi, ad aggravare la crisi, difende i poteri forti e parallelamente si adopera per demolire la democrazia italiana portando a compimento la realizzazione del piano della P2 di Licio Gelli. Le proposte di manomissione della Carta Costituzionale si accompagnano ad una quotidiana azione di scardinamento della Costituzione materiale, al tentativo di mettere il bavaglio alla libera informazione, di limitare l’autonomia della Magistratura, di snaturare il ruolo del sindacato e di ridurre al silenzio i lavoratori.
Per contrastare quest’operazione che è allo stesso tempo antidemocratica, fascistoide e socialmente iniqua, riteniamo necessario costruire una risposta politica generale, forte e unitaria. Siamo impegnati a costruire un’opposizione di massa per ripristinare la democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro e che obblighi il Governo a cambiare la politica economica e sociale. Ecco perché chiediamo le dimissioni di Berlusconi anche alla luce della sua manifesta indegnità morale a ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio.
E proponiamo a tutte le forze di opposizione di convocare per il prossimo 5 dicembre una manifestazione unitaria contro la politica del Governo e per le chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.
Antonio Di Pietro
Paolo Ferrero
Dalla Toscana stiamo cercando di organizzare pullman per il corteo, contattate la federazione più vicina a voi per informarvi su possibilità, costi ed orari.
http://www.rifondazionetoscana.it/?page_id=247

Simbolo europee

All’attenzione del

Presidente del Consiglio Regionale Toscano

OGG: Proposta di Legge

Misure in materia di salvaguardia occupazionale, delocalizzazione, sostegno al reddito, incentivi alle imprese, sviluppo dell’autoimprenditorialità cooperativa.

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brigata-solidarieta-attiva
 - Brigata di Solidarietà Attiva Toscana -

“La gentilezza a parole crea confidenza,
La gentilezza nei pensieri crea profondità,
La gentilezza nel dare crea amore.”
Mao Tse -Tung

 

Noi siamo la Brigata e ci portiamo dentro un bagaglio di esperienza e sensazioni importante, con tutto quello che l’agire pratico ci ha fatto provare a livello di emozioni nella solidarietà in chi, come noi, ha deciso di intraprendere questo viaggio in Abruzzo iniziato grazie alla disponibilità di Rifondazione Comunista e della grande mobilitazione di tutte le Federazioni del Partito d’Italia, già dal 7 Aprile. Perché tutto parte da lì, e da lì abbiamo cominciato a fare un’analisi sulla possibilità di essere ancora uniti e condividere non solo un’esperienza contingente ma anche e soprattutto non sprecare le forme di aiuto che abbiamo messo in atto condividendo un ideale di vero mutualismo, con un “fare”che permetta di ricominciare a far politica dal basso e di sostenere le lotte.In basso a sinistra.
Si tratta in pratica di non disperdere quell’immenso patrimonio umano ed organizzativo messo in piedi per la gestione delle attività abruzzesi ed andare verso la creazione di una rete che permetta di condividere, conoscere e far crescere le realtà territoriali di mutua assistenza (e non solo) che nasceranno sui territori.
Si tratta di far sì che le giornate di oggi e di domani, con assemblee che si svolgono in tutta Italia, siano un punto di partenza.
E’ su questa onda che abbiamo ragionato e riflettuto su quello che possiamo fare e quali possano essere i nostri obiettivi, e le domande che ci siamo posti in primis sono chiare e semplici:

CHI? COME? DOVE e PERCHE’?

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Nell’ambito dell’inchiesta per i fatti di Pistoia dell’11 ottobre questa mattina (9 novembre) all’alba la polizia ha perquisito le abitazioni di due compagni del Movimento antagonista livornese notificando ad entrambi la misura degli arresti domiciliari.

I due compagni erano tra coloro che risultavano già denunciati l’undici ottobre stesso quando furono prelevati dall’assemblea pubblica a cui stavano partecipando.

È bene ricordare le circostanze in cui 8 compagni furono denunciati e 3 arrestati – dei tre i due compagni di Livorno, Elisabetta e Alessandro, furono messi agli arresti domiciliari dopo alcuni giorni. Quel giorno le forze di polizia sotto il comando della questura di Pistoia perquisirono il circolo Arci “Primo maggio”, dove era in corso un’assemblea regionale contro le ronde, senza mandato. Furono tutti prelevati e tenuti 10 ore nella questura di Pistoia, al termine della quali gli arrestati furono tre, due compagni del MAL e il segretario regionale dei CARC. Alcuni giorni dopo ai due compagni livornesi vennero concessi gli arresti domiciliari mentre per Alessandro La Malva veniva confermato il carcere; Alessandro è ancora in attesa di ricevere l’autorizzazione dal PM affinché la sua famiglia possa ricevere l’assegno di mobilità indispensabile alla loro sussistenza.

Oggi – a quasi un mese da quei giorni – l’ennesima doccia fredda con l’arresto, ai domiciliari, dei due compagni del MAL. Non riusciamo a capire lo scopo di queste ulteriori misure, ci troviamo del tutto sorpresi. Escludiamo che siano emerse nuovi fatti e nuove prove contro i compagni ma a questo punto è del tutto necessario che gli organi preposti informino l’opinione pubblica del loro operato dato che l’informazione su questo è stata pari a zero, in ogni caso a noi pare evidente la loro estraneità  alla vicenda della devastazione della sede fascista; pericolo di fuga (?!) dopo un mese?

Questi interrogativi hanno bisogno di risposte.

Se non risultassero immediate evidenze oggettive, come non risultano, siamo portati a pensare  che i provvedimenti abbiano una chiara matrice politica. Si tende ancora colpire una realtà da anni impegnata nella difesa della costituzione repubblicana, nella difesa dei valori dell’antifascismo e nella difesa dei lavoratori e dei più deboli. Appare come un atto chiaramente repressivo, contro un parte politica ben definita.

Questi fatti, che vanno ad aggiungersi a quanto successo a Massa, Lucca e Firenze, mirano a rompere il tessuto di coesione sociale alla base della convivenza civile e democratica, nel confermare il proprio impegno antifascista, il Partito della Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti italiani ribadiscono che le forze dell’ordine e la magistratura farebbero bene a perseguire coloro i quali ogni giorno calpestano la Costituzione e che rievocano in molteplici forme quel regime fascista che trascinò nel terrore e nella violenza il nostro Paese.

Facciamo appello a tutte le forze democratiche affinché prendano posizioni chiare e nette a favore della liberazione di questi ragazzi ingiustamente detenuti e che si adoperino perché questo avvenga. Come Partito sosterremo ogni mobilitazione democratica per raggiungere questo obiettivo, al fine di ottenere verità e giustizia su quanto accaduto, durante e dopo l’irruzione delle forze dell’ordine al Centro “Primo Maggio” di Pistoia.

Ugo Bazzani – Segretario federazione PRC di Pistoia

Tiziana Bartimmo – Capogruppo PRC-PdCI Comune di Livorno

Bianca Bracci Torsi – Direzione nazionale PRC, resp. nazionale antifascismo PRC

Lorenzo Cosimi – Consigliere comunale PRC-PdCI Livorno

Stefano Cristiano – Segretario reg. toscano del PRC

Ilicia Di Ienno – Resp. regionale toscano antifascismo PRC

Italo Di Sabato – Osservatorio sulla repressione

Niccolò Gherarducci – Coordinatore Giovani Comuniste/i Livorno

Alessandro Leoni – CPN PRC, resp. nazionale Apparati dello Stato PRC

Aldo Manetti – Consigliere regionale toscano del PRC

Michele Mazzola – Segretario federazione PdCI di Livorno

Gianluca Schiavon – Commissario nazionale Giovani Comuniste/i

Giacomo Serini – Coordinatore FGCI Livorno

Alessandro Trotta – Segretario federazione PRC di Livorno

In relazione agli eventi accaduti a Pistoia domenica scorsa riteniamo doveroso esprimere alcune brevissime considerazioni:
 
1)     In attesa che si accerti quanto realmente accaduto presso la sede di Casa Pound a Pistoia, rinnoviamo la nostra netta condanna di qualsiasi atto di violenza che non può trovare nessuna giustificazione da qualsiasi parte essa provenga.
2)     Consideriamo nel contempo assolutamente ingiustificato il fermo e l’arresto di persone considerate “sospettabili” solo per il fatto di partecipare ad una iniziativa contro le ronde e senza, per quanto sia possibile sapere, che sussistano prove concrete di un loro coinvolgimento nei fatti avvenuti nelle ore immediatamente precedenti. Auspichiamo poi che con la stessa prontezza venga applicata la legge laddove si verifichino palesi fenomeni di apologia del fascismo.
3)     Le tensioni di questi giorni non provengono infatti dal nulla, ricordiamo in questo senso l’aggressione fascista ad un giovane di sinistra solo alcuni mesi fa.  Proprio per questo riteniamo fondamentale proseguire con forza da un lato sul terreno politico e culturale nella ricostruzione di una memoria collettiva basata sull’antifascismo come religione civile di questo paese, e dall’altro sul terreno sociale nel contrasto ad un preoccupante riaffiorare di culture xenofobe e fasciste lavorando pacificamente alla ricostruzione di iniziative inclusive e solidaristiche su un tessuto sociale impaurito e frammentato.
 
Comportamenti violenti non rafforzano ma indeboliscono le ragioni di chi si batte per una società più giusta ed inclusiva ed intende contrastare una montante e preoccupante ondata revisionistica tesa a minare dalle fondamenta la costituzione repubblicana nata dalla resistenza.

Il segretario Regionale PRC
Stefano Cristiano

Il fatto accaduto alla sede del movimento neofascista Casa Pound è radicalmente estraneo alla nostra cultura e al nostro modo di intedere le battaglie culturali e politiche. Simili eventi alimentano un clima deletereo per la nostra città, con il solo risultato di regalare visibilità ad un movimento, Casa Pound, che per quello che ci riguarda esprime una cultura e un progetto politico antidemocratici e autoritari che rigettiamo senza mezze misure.

Aspettiamo che vengano chiarite le dinamiche di un gesto sconsiderato quanto oscuro per svolgimento e tempistica. Prendiamo atto con preoccupazione delle perquisizioni al circolo Primo Maggio durante una riunione, nelle quali niente è stato trovato, sottolineando così l’estraneità del circolo stesso a tale aggressione; speriamo vengano anche chiarite le circostanze del contestuale trasporto in massa in questura di tutti i presenti e all’arresto di tre di essi. In attesa di accertare le eventuali reali responsabilità di singoli, al circolo va la nostra solidarietà unita all’adesione all’assemblea indetta per discutere di ciò che è accaduto, per la quale vogliamo rilanciare invitando da tutte le città italiane le persone colpite in questi anni dalle aggressioni squadristiche dei fascisti di Casa Pound.

Qui sta secondo noi il paradosso incredibile che illumina l’idiozia di gesti quali l’aggressione: esso ha spinto in questi giorni tanta parte della politica cittadina e nazionale non tanto a stigmatizzare l’aggressione in sè, quanto a dare solidarietà incondizionata ad un movimento che fa proprio della violenza, del razzismo e del più bieco squadrismo una sua ragione d’essere. Sono decine i casi di violenze subite da giovani di sinistra, studenti, manifestanti, militanti antifascisti picchiati, manganellati, aggrediti in questi anni dai signori di Casa Pound un po’ ovunque in Italia (ricordiamo, su tutte, l’aggressione, spranghe alla mano, agli studenti di piazza Navona con seguente aggressione negli studi Rai di “Chi l’ha visto”, programma colpevole di aver mandato in onda le immagini delle violenze).

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