TRENI REGIONALI IN TOSCANA: INCUBO QUOTIDIANO PER LAVORATORI PENDOLARI E STUDENTI
Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, questo articolo dai compagni del Circolo Ferrovieri ” S. Lavagnini” di Firenze.
Pochi giorni fa, l’ennesimo guasto sulla rete ferroviaria toscana, a Firenze Rovezzano, ha lasciato a terra migliaia di lavoratori e studenti. Difatti negli ultimi dodici mesi, la cronaca regionale è stata costellata da guasti alle linee elettriche, ai sistemi di segnalamento, al materiale rotabile e ritardi a catena che hanno coinvolto tutte le principali direttrici della regione.
Le conseguenze sulla vita quotidiana di chi viaggia sono devastanti:
- Danno economico e professionale: Lavoratori che arrivano costantemente in ritardo al posto di lavoro, rischiando sanzioni o perdendo giornate di salario.
- Diritto allo Studio compromesso: Studenti universitari e delle scuole superiori che perdono lezioni, esami o verifiche, a causa di coincidenze saltate o di treni mai arrivati.
A ciò vanno aggiunti i continui disservizi per sovraffollamento dei convogli, guasti all’aria condizionata, carenza dei controlli a bordo per la sicurezza e il comfort del viaggio.
Questa situazione è resa ancora più inaccettabile dal costo elevato di biglietti e abbonamenti: Spese esose per gli studenti e le loro famiglie e per i lavoratori che destinano una porzione significativa del proprio stipendio alle spese di trasporto, pur versando una quota consistente in tasse, per finanziare i servizi pubblici essenziali. I cittadini si trovano paradossalmente a pagare due volte per un bene fondamentale che, nei fatti, non viene garantito.
In questo clima di forte esasperazione, c’è un’altra categoria di vittime troppo spesso dimenticata: macchinisti, capotreno e personale di stazione. I lavoratori del trasporto pubblico si trovano quotidianamente a doversi interfacciare con viaggiatori infuriati per i ritardi e soppressioni, diventando il bersaglio di lamentele e, purtroppo, di aggressioni verbali e fisiche; senza avere alcuna responsabilità gestionale o colpa per guasti e disservizi o scelte strategiche dei vertici aziendali e politici.
Il quadro attuale è il risultato di un progressivo disimpegno dal trasporto pubblico del Governo nazionale, e di quelli che lo hanno preceduto. Basti vedere, la tendenza a scaricare le responsabilità sulle Regioni senza trasferire le necessarie risorse per gestire il servizio. Operazioni propagandistiche come il taglio o la rimodulazione di entrate per le casse regionali (vedi bollo Auto) finiscono per ridurre ulteriormente le capacità di intervento locale. Peraltro la prospettiva della privatizzazione e delle gare al ribasso non offre alcuna garanzia: l’esperienza di altre regioni, come la Lombardia, dimostra che la gestione privata e la frammentazione del servizio non hanno risolto le criticità strutturali, come ritardi e guasti; traducendosi anche in aumenti tariffari per gli utenti e in un peggioramento delle condizioni di lavoro, per gli addetti.
I pendolari, gli studenti e i lavoratori dei trasporti meritano un cambio di rotta radicale.
È INDISPENSABILE RIMETTERE AL CENTRO DELLA POLITICA INFRASTRUTTURALE IL TRASPORTO FERROVIARIO REGIONALE CON: - Investimenti immediati e strutturali nella manutenzione della rete e nell’ammodernamento dei treni.
- Aumento delle corse, del numero delle vetture, e coperture degli organici di personale.
- Politica tariffaria equa per un servizio pubblico accessibile, efficiente, dignitoso e garantito a tutti i cittadini come diritto fondamentale.
FIRENZE, 23 SETTEMBRE 2026
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Circolo Ferrovieri “Spartaco Lavagnini” Firenze