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Stati Uniti: la guerra in Ucraina riattiva la produzione industriale

In un famoso film interpretato da Alberto Sordi intitolato “Finché c’è guerra c’è speranza” il comico romano interpreta un mercante d’armi che grazie alla vendita degli armamenti garantisce un tenore molto alto alla famiglia. Scoperta la sua immorale attività i famigliari si sdegnano ma quando li mette di fronte alla possibilità di rinunciare a tutti i lussi se avesse abbandonato la sua attività la famiglia chiude un occhio permettendogli di continuare il suo lavoro e loro di continuare a godere della bella vita che la vendita di armi gli garantisce.

Questo era solo un bel film ma purtroppo la realtà alle volte supera la fantasia. Infatti se Alberto Sordi con il  suo lavoro garantiva tutti i lussi alla sua famiglia la guerra in Ucraina permette  agli Stati Uniti di riattivare la produzione industriale del paese. In estrema sintesi grazie alla guerra in Ucraina l’industria statunitense va a gonfie vele.

A sostenerlo è il sottosegretario di Stato degli Stati Uniti per gli affari europei ed eurasiatici, James O’Brien che ha ammesso, durante un’udienza del comitato per le relazioni estere del Senato sul finanziamento dell’Ucraina,  che il conflitto armato in Ucraina permette di riattivare la produzione industriale del paese nordamericano.

“La battaglia per l’Ucraina ci permette anche di rivitalizzare la nostra base industriale. Stiamo creando nuove tecnologie energetiche e mettendole in pratica in tutto il mondo. Stiamo costruendo nuove tecnologie di difesa”, ha detto O’Brien.

Commentando l’opportunità per Washington di continuare a fornire un’importante assistenza finanziaria e militare a Kiev, il diplomatico ha sottolineato che “non è il momento giusto per andarsene, perché l’Ucraina sta vincendo”. Il funzionario ha suggerito che gli sviluppi militari di Kiev contribuiranno alla sicurezza degli Stati Uniti “man mano che l’Ucraina si avvicina alla NATO”, riporta RT.

Gli ordini militari per l’Ucraina hanno aumentato le entrate dei principali appaltatori della difesa statunitensi, tra cui Lockheed Martin, General Dynamics, Raytheon Technologies Corporation (RTX) e altri. Così, per esempio, la divisione sistemi di combattimento di General Dynamics, che produce veicoli blindati, carri armati e artiglieria utilizzata dall’Ucraina, ha aumentato le sue entrate di quasi il 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In ottobre il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, per continuare a sostenere l’economia, ha chiesto al Congresso 106 miliardi di dollari per aiuti ad altri paesi, tra cui Israele, 14,3 miliardi , e Ucraina, 61,4 miliardi. Il futuro di questa richiesta, tuttavia, rimane incerto, poiché fin dall’inizio ha affrontato gravi ostacoli tra i membri del Congresso degli Stati Uniti, di cui un buon numero si è espresso contro la continua fornitura di assistenza finanziaria a Kiev.

Insomma il titolo del celebre film interpretato da Alberto Sordi è la migliore sintesi della politica estera degli Stati Uniti, appoggiata dai sudditi europei ed occidentali. Un particolare che James O’Brien dimentica sono le centinaia di migliaia di morti che la guerra in Ucraina ha provocato e gli oltre 10 mila civili uccisi dai bombardamenti israeliani nella striscia di Gaza. Ma a lui ed al comparto dell’industria militare statunitense poco importa dei morti in battaglia, l’importante per questi ignobili individui che comandano il mondo è rimpinguarsi il borsello, se poi muoiono centinaia di migliaia di persone sotto le bombe da loro prodotto poco importa, li classificheremo come danni collaterali.

E a noi ci avevano detto che era per difendere le libertà degli ucraini … Poveri illusi …

 

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