Senza casa nessuna vita dignitosa
La Mancanza di investimenti nell’edilizia residenziale pubblica e di conseguenza la mancanza di interventi in questo settore, risalgono ormai a più di 50 anni e a governi di centro destra e di centro sinistra.
Era un’emergenza, diventata ormai strutturale, che ogni anno si aggrava.
Ora la mancanza di risposte porta alla tragedia, come dimostra il gesto disperato a Grosseto, dove un uomo di 37 anni, dopo aver ricevuto lo sfratto, si è tolto la vita. Non è un caso isolato; anche agli inizi di Ottobre, a Sesto San Giovanni (MI), un anziano si è suicidato durante uno sfratto.
Il diritto all’abitare deve essere tutelato, sia con alloggi di edilizia residenziale pubblica, sia attraverso forme di autorecupero, sia con affitti concordati con i privati.
Con un’adeguata mediazione, si dovrebbe non arrivare mai ad uno sfratto esecutivo, e comunque, avere un percorso pronto che riesca a garantire il diritto all’abitare.
La liberalizzazione incontrollata del costo degli affitti, così come la tutela della proprietà privata a cui viene dato più valore, rispetto al diritto all’abitare, ha precarizzato ulteriormente una condizione di abbandono di politiche abitative pubbliche.
Governo ed enti locali la smettano di fare gli speculatori e recuperino immediatamente il patrimonio sfitto compatibile con la residenza.
L’emergenza casa si può risolvere. Ci vogliono scelte concrete per arrestare la disperazione di famiglie senza casa che cresce fino alla tragedia.
A livello Governativo, oltre a tagliare sul contributo affitti, si criminalizzano occupazioni di immobili sfitti, e in questa finanziaria, le risorse per sociale e diritto alla casa, non sono certo state incrementate. Oggi le risorse si preferisce metterle a chi le case e i tessuti sociali, oltre alle persone, le distrugge, attraverso l’economia di guerra e il riarmo. E la nuova giunta regionale, continuerà in questo campo, la politica portata avanti a livello nazionale?
14 Novembre 2025
Segreteria regionale del PRC
Era un’emergenza, diventata ormai strutturale, che ogni anno si aggrava.
Ora la mancanza di risposte porta alla tragedia, come dimostra il gesto disperato a Grosseto, dove un uomo di 37 anni, dopo aver ricevuto lo sfratto, si è tolto la vita. Non è un caso isolato; anche agli inizi di Ottobre, a Sesto San Giovanni (MI), un anziano si è suicidato durante uno sfratto.
Il diritto all’abitare deve essere tutelato, sia con alloggi di edilizia residenziale pubblica, sia attraverso forme di autorecupero, sia con affitti concordati con i privati.
Con un’adeguata mediazione, si dovrebbe non arrivare mai ad uno sfratto esecutivo, e comunque, avere un percorso pronto che riesca a garantire il diritto all’abitare.
La liberalizzazione incontrollata del costo degli affitti, così come la tutela della proprietà privata a cui viene dato più valore, rispetto al diritto all’abitare, ha precarizzato ulteriormente una condizione di abbandono di politiche abitative pubbliche.
Governo ed enti locali la smettano di fare gli speculatori e recuperino immediatamente il patrimonio sfitto compatibile con la residenza.
L’emergenza casa si può risolvere. Ci vogliono scelte concrete per arrestare la disperazione di famiglie senza casa che cresce fino alla tragedia.
A livello Governativo, oltre a tagliare sul contributo affitti, si criminalizzano occupazioni di immobili sfitti, e in questa finanziaria, le risorse per sociale e diritto alla casa, non sono certo state incrementate. Oggi le risorse si preferisce metterle a chi le case e i tessuti sociali, oltre alle persone, le distrugge, attraverso l’economia di guerra e il riarmo. E la nuova giunta regionale, continuerà in questo campo, la politica portata avanti a livello nazionale?
14 Novembre 2025
Segreteria regionale del PRC