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Elezioni in Argentina: si va al ballottaggio

Contro ogni pronostico alle elezioni in Argentina il candidato del peronismo, Sergio Massa ha sconfitto il candidato della destra estrema Javier Milei del partito “La Libertad Avanza” e disputerà con lui il prossimo ballottaggio.

Tutte le previsioni portavano a credere che il candidato della destra estrema Javier Milei del partito “La Libertad Avanza” sarebbe stato incoronato vincitore nella prima tornata elettorale in Argentina. Il candidato dell’estrema destra  aveva vinto a mani basse le elezioni primarie dell’agosto scorso sconfiggendo i due principali partiti politici argentini: Unión por la Patria di centro-sinistra e Juntos por el Cambio di centro-destra.

Diventato un fenomeno mediatico dopo essere passato alla politica dalla televisione, dove si è rapidamente trasformato in un guru per milioni di giovani disillusi dall’economia instabile del paese, i sondaggisti avevano pronosticato che  Milei alla vigilia di queste elezioni sarebbe stato molto vicino a vincere al primo turno.

Se il candidato di estrema destra avesse vinto le elezioni L’argentina si sarebbe iscritta tra le nazioni dove i candidati outsider come (Donald Trump e, Jair Bolsonaro sono arrivati al potere negli ultimi anni con un discorso critico dell’establishment e promettendo profondi cambiamenti nell’economia e nella vita dei cittadini.

Tuttavia, man mano che i voti hanno cominciato ad essere contati, è diventato chiaro che la “vecchia politica” è ancora viva in Argentina. Esibendo un sorprendente potere di recupero, il candidato filogovernativo Sergio Massa, attuale ministro dell’economia del governo di Alberto Fernández, ha vinto con il 36,66% dei voti, sei punti sopra il libertario Milei, e il 12% in più di Patricia Bullrich, di Juntos por el Cambio.

La crescita di Massa è stata quasi di 15 punti rispetto a quanto il suo partito aveva totalizzato nelle precedenti elezioni primarie, in cui il peronismo, lo storico partito egemonico dell’Argentina, si era classificato come la terza forza nazionale, un dei peggiori risultati in un’elezione generale, causato in gran parte dal malcontento delle classi popolari e medie ,dalla crescita inarrestabile dell’inflazione, che lo scorso settembre è salita al 138% all’anno, e dalla forte svalutazione del peso negli ultimi due anni.

Per l’analista Claudia Fantino, intervistata da Sputnik,, il successo elettorale di Massa di domenica 22 ottobre si spiega meno con gli attributi del candidato filogovernativo e più con il poco entusiasmo suscitato dall’opzione macrista di Patricia Bullrich, che è stata protagonista di una campagna elettorale piena di errori e focalizzata sulla critica del governo, invece di proporre idee attraenti, da non dimenticare inoltre che quanto proposto da Milei ha causato paure tra l’elettorato argentino.

Tra le proposte elettorali di Milei spiccava la volontà, in caso di vittoria, di dollarizzare l’economia argentina gettando nel cesso il Peso Argentino passando al Dollaro statunitense senza per altro indicare come ciò sarebbe stato possibile. Inoltre il candidato di estrema destra avrebbe voluto liberalizzare la vendita di armi e di organi per i trapianti. Sul versante economico ha proposto di abbandonare i commerci con Cina e Brasile, due dei principali partner economici dell’Argentina, perché sono paesi “comunisti e difendere la privatizzazione dei servizi pubblici.

“Molti argentini erano spaventati da alcune delle proposte più estreme di Milei e nonostante Massa fosse un ministro dell’economia che non ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissato, come abbassare l’inflazione molto alta, che al contrario è cresciuta sotto la sua gestione, molte persone hanno preferito votare per lui piuttosto che per Milei, che vedevano come un salto nell’abisso”, spiega Fantino.

In questo senso, l’analista sottolinea che in “negli ultimi giorni si cominciava a notare che ci sarebbe stata una sorta di sorpresa. Perché ricordiamoci che dalle primarie tutti i sondaggi davano Milei come vincitore e l’incognita era chi sarebbe arrivato secondo, se Massa o Bullrich. Si credeva addirittura che Milei potesse imporsi al primo turno e che non ci sarebbe stato bisogno di un ballottaggio. Ma negli ultimi giorni sono apparsi molti collaboratori di Milei facendo dichiarazioni molto aggressive, quasi esilarantemente estreme, e penso che molte persone si siano spaventate e abbiano ripensato il voto”.

Così, osserva l’analista argentina, anche se la differenza tra un candidato e l’altro è di soli sei punti percentuali, la sensazione è che “Massa è l’assoluto vincitore a causa dell’inaspettata rimonta, mentre per Milei questo è uno schiaffo e arriverà molto indebolito al secondo turno”.

Fantino prevede che Milei, che ha criticato i partiti politici tradizionali, specialmente Juntos por el Cambio, definendoli una “casta” che ruba al popolo, dovrà cambiare la sua strategia e spostarsi al centro, con l’obiettivo di sedurre i seguaci di Patricia Bullrich, una candidata di marcato profilo antikirchnerista e i cui elettori, in teoria, sono politicamente più vicini al portabandiera libertario che a Massa.

“Per esempio, ci aspettiamo che persone come Diana Mondino [che Milei ha annunciato che sarebbe stato il suo cancelliere in caso di arrivo alla presidenza] inizino a prendere un posto di maggiore importanza nella sua campagna, e che molti dei suoi collaboratori più estremi siano lasciati da parte, perché ora si deve cercare il voto più moderato”, ha spiegato.

Fantino prevede che l’attuale ministro dell’economia Massa cercherà di avvicinarsi all’ex governatore cordovano Juan Schiaretti, rappresentante del peronismo non kirchnerista, che ha fatto un’elezione rispettabile, ottenendo quasi il 7% delle preferenze al primo turno.

“Mentre Schiaretti è arrivato quarto e molto lontano dai primi posti, questi sette punti saranno fondamentali nel ballottaggio, quindi ci si aspetta che Massa cerchi di convocare Schiaretti per il suo governo, con l’obiettivo di attirare i suoi elettori”, ha sottolineato la politologa.

Tuttavia, avverte con un pizzico di sarcasmo l’analista, “questa è l’Argentina”, e le più recenti sorprese elettorali, quella delle primarie con il trionfo inaspettato di Milei e quella di questa domenica, dove Massa ha vinto comodamente dopo che il peronismo è uscito terzo, ricordano che le elezioni sono ancora aperte.

“È vero, ora è Massa è quello che ha il vento a favore e Milei è quello che deve riarmarsi e cercare di invertire la sconfitta, ma l’ultima parola non è detta. Tutto può succedere e nessuno può ancora cantare vittoria”, conclude Fantino. )Sputnik)

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