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Assemblea di Pisa per la libertà d’insegnamento, contro le schedature dei docenti.

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PISA

Venerdì 6 febbraio si è svolta un’ Assemblea unitaria, convocata da CGIL, COBAS e Gilda, delle scuole della provincia di Pisa come risposta all’attacco alla libertà d’insegnamento e la partecipazione è stata ampia: oltre mille docenti.

“DOCUMENTO UNITARIO A DIFESA DELLA LIBERTÀ D’ INSEGNAMENTO …risposta all’attacco alla libertà d’insegnamento, garantito dall’articolo 33 della nostra Costituzione (“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”), che si sta mettendo in atto negli ultimi mesi. Un palese attacco è stato l’invio fulmineo di ispettori ministeriali in scuole del nostro territorio, tra cui il Liceo Montale di Pontedera, in relazione alla partecipazione a una conferenza online di Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati. L’intervento è da considerarsi ancora più grave perché tale ispezione è stata l’immediata conseguenza di una denuncia avviata da parte di partiti di destra, con l’accusa alle scuole, in particolare, di non aver garantito il contraddittorio e di avere agito con l’obiettivo di indottrinare e fare propaganda in ambito scolastico. Inoltre, a seguito delle ispezioni, è stata avviata una contestazione di addebito a carico di una delle docenti del Liceo Montale di Pontedera, provvedimento che ha, con chiara evidenza, una natura politica e che realizza in ultima istanza il fine intimidatorio che le circolari ministeriali hanno inteso perseguire. In sostanza, si sottomette la libertà d’insegnamento dei docenti e delle docenti a un’ideologia di partito, alla quale il Ministero dell’Istruzione e del Merito risponde prontamente. Gli attacchi non si sono però fermati. Contestualmente, in molte scuole i docenti e le docenti si sono riunit* in assemblea per discutere insieme sulla difesa della libertà d’insegnamento, indispensabile per garantire la trasmissione alle/agli studenti di competenze di cittadinanza e di riflessione critica, necessarie per affrontare, autonomamente, la lettura del presente. Il 20 gennaio, di fronte al Liceo Dini, tre appartenenti ad Azione Studentesca, gruppo giovanile interno al partito di governo Fratelli d’Italia, ha distribuito un volantino dai seguenti contenuti: “La scuola è nostra… Come Azione Studentesca siamo pronti a creare un report nazionale sulla situazione delle scuole italiane! Inquadra il link, compila il form e inviaci la tua segnalazione.” A lato, un QR code; all’interno tre domande, la terza recitava: “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni: SI NO. Descrivi uno dei casi più eclatanti”. Nei giorni successivi, vari organi di stampa hanno riportato che la stessa iniziativa di Azione Studentesca si era verificata in altre scuole italiane (fra le altre, in scuole di Palermo, Cuneo, Alba, Pordenone). Non è finita: alcuni giorni fa, ancora Azione Studentesca ha denunciato su Facebook i docenti e le docenti dell’Istituto Superiore Carlo Livi di Prato per aver organizzato una giornata di riflessione sull’antifascismo, all’interno della programmazione di Educazione Civica che prevedeva, fra l’altro, la proiezione del film “Una giornata particolare”. Ancora, al Liceo Righi di Roma si è svolta un’iniziativa che ha ospitato interventi negazionisti del genocidio a Gaza, senza che fosse previsto alcuna voce alternativa, mentre nei mesi scorsi, nello stesso istituto, era stato negato un incontro con lo storico Ilan Pappé, voce autorevole sui diritti del popolo palestinese, proprio in nome della necessità di garantire il fantomatico contraddittorio. Per consentire lo svolgimento dell’evento sarebbero stati imposti la cancellazione di un murale che riproduceva la bandiera palestinese, la rimozione di una mostra realizzata da studenti e studentesse, il divieto di accesso a decine di ragazzi e ragazze e la presenza della Digos all’interno della scuola per sorvegliare e riprendere studenti minorenni. Questi attacchi, continui e ripetuti, mirano a indebolire e distruggere la scuola intesa come luogo di promozione del sapere critico e di formazione di cittadini e cittadine consapevoli. Scuola che, oggi più che mai, è forse il luogo della società più aperto al confronto critico, in grado di offrire alle studentesse e agli studenti stimoli culturali differenziati proprio grazie alla presenza di docenti con differenti sensibilità umane, culturali e politiche. Docenti che ogni giorno rispettano il pluralismo dei punti di vista, non mediante la giustapposizione forzata di opinioni contrapposte, ma tramite un’analisi critica contestualizzata e scientificamente fondata degli eventi. E ancora, scuola che, in quanto spazio di confronto e di crescita sia per gli/le studenti che per i/le docenti, può costituire un argine alle derive di violenza, di odio e di criminalità che non saranno certo arrestate da metal detector, esercito e polizia. Per queste ragioni, l’assemblea: – – – – – – esprime piena solidarietà alle nostre colleghe e ai nostri colleghi che stanno pagando più duramente e direttamente questo attacco; esprime la volontà di resistere e opporsi ad ogni tentativo di trasformare la scuola in una filiera di trasmissione di sapere vuoto e di obbedienza automatica ai diktat di realtà esterne, siano esse il governo o l’economia; chiede il ritiro delle Note Ministeriali che risultino lesive dell’autonomia professionale dei/delle docenti e della loro libertà di insegnamento; contesta ogni interpretazione amministrativa che introduca nei contesti scolastici vincoli ideologici e obblighi di contraddittorio; chiede l’archiviazione della contestazione di addebito emessa a carico della collega del Liceo Montale di Pontedera, che risulta inaccettabile in quanto diretta conseguenza di un’ingerenza politica all’interno della scuola; decide la costituzione di un Comitato provinciale, invitando ogni scuola a individuare due o tre rappresentanti, allo scopo di: mantenere stretti i rapporti tra gli Istituti; raccogliere le denunce di comportamenti o azioni dei Dirigenti Scolastici che siano lesivi della libertà di insegnamento; sviluppare momenti di discussione generali e coordinare comuni azioni di mobilitazione insieme alle Organizzazioni sindacali che sostengono questa iniziativa; aderisce alla settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento promossa dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e invita alla partecipazione alla manifestazione che si terrà venerdì 13 febbraio alle 15:30 a Pisa in piazza Vittorio Emanuele.

Pisa, 6 febbraio 2026, Assemblea Sindacale Unitaria delle Scuole della Provincia di Pisa”

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