Lettera di una Filosofa. Indirizzata alla Procura di Milano.
LETTERA ALLA PROCURA DI MILANO
martedì, 27 Ottobre, 2026
di Roberta De Monticelli, filosofa
(Da www.phenomenologylab.eu)
Leggendo il testo del FERMO DI INDIZIATO DI DELITTO emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano nei confronti di Youssef Siher ho sentito il dovere di sporgere questa formale denuncia.
Cara Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano,
Gentile Pubblico Ministero,
Sono desolata di doverLa disturbare in questo momento di grave pericolo per la salvezza della Patria e della nostra Città, ma ho riscontrato un imminente pericolo per entrambe, sotto forma di un gravissimo attentato alla pubblica sicurezza, proprio qui, dalla postazione che occupo attualmente, seduta alla scrivania, a scriverLe con urgenza questo messaggio. Scrivo nella speranza che sia immediatamente redatto e portato a esecuzione, nei confronti del soggetto reo – e confesso – or ora da me intercettato e immobilizzato su questa stessa sedia, un FERMO DI INDIZIATO DI DELITTO in tutto analogo a quello giustamente emesso nei confronti del signor Siher Youssef nato il 29.11.1996 a Gavardo (BS), res. a Mazzano via Conti Emili nr. 59 (rispetto al quale la sottoscritta da me intercettata e immobilizzata, nata a Pavia, ha addirittura un’aggravante, essendo di etnia celtico-longobarda e di religione filosofica, com’è noto pericolosamente critica quando non scettica).
Il fatto è, gentile pubblico Ministero, che mentre leggevo con diletto il testo del Suo Fermo nei confronti del summenzionato cittadino bresciano, sussultando sulla sedia, mi sono sorpresa in flagrante reato, commesso e reiterato contro l’ordine pubblico, tanto che ho dovuto procedere immediatamente a intimarmi l’arresto di tutti i pensieri e la confessione seduta stante dei medesimi, onde poter svolgere, nelle debite forme, la denuncia penale che mi pregio di inoltrarLe.
Premetto solo che non ho avuto alcuna difficoltà a identificarmi, non avendo il capo “coperto, con sciarpe, cappelli e passamontagna” come con allarmata coscenziosità precisa il testo del Suo Fermo (precisazione, è vero, riferita all’abbigliamento dei preguaci del sunnominato cittadino di Brescia nato a Gavardo: e chiedo perdono dell’ardito neologismo “preguaci”, certa che la sua mente ardita non avrà alcuna difficoltà a scusarlo come necessario in tempi tanto calamitosi, in cui un facinoroso rivoluzionario si permette – e con successo! – di istigare altri facinorosi a commettere reati di devastazione, saccheggio e resistenza a P.U. addirittura nei due giorni precedenti l’istigazione stessa, al solo scopo di sconcertare la pubblica autorità).
Ma soprattutto, gentile Pubblico Ministero, potrà agevolmente verificare la corretta identificazione della criminosa personalità qui oggetto della mia denuncia, in quanto mi sono colta davanti al computer e perfino alla sua fotocamera a faccia scoperta, e per nulla “travisata”, come con sapiente aggettivo viene specificato dei suddetti facinorosi presaghi della venuta del Grande Istigatore: “Operano tutti travisati e con zaini…”. Confesso che sulle prime ho avuto qualche perplessità nell’interpretazione di questa sua licenza poetica, ma infine ho colto in pieno la genialità di questa sua puntigliosa ricerca lessicale di un termine che ci facesse subito capire quanto sia traviata, e insieme svisata o snaturata, la protesta di quei facinorosi. Anche a rischio che si insinuasse il dubbio che era stata fraintesa, che sarebbe il senso comune della parola “travisata”. Oh il brivido dialettico di cui la Pubblica Sicurezza ci inquieta!
Ma vengo al dunque. Io sottoscritta, circondata da migliaia di facinorosi pensieri in stato d’arresto, confesso che al pari di Youssef Siher “dichiaro guerra a questo presente infame”, e protesto “contro ‘caro vita’, ‘stipendi bassi’ ‘affitti alti’ ‘sanità scadente’ ‘sicurezza nelle strade assente’ ‘governo assente’”, come il Suo Fermo imputa a lui e ai suoi preguaci. Dichiaro inoltre che anche io ho “contatti con ambienti antagonisti”, in particolare “il movimento BDS”, di cui condivido in pieno il criminoso intento di boicottare, disinvestire e sanzionare le attività israeliane nei e contro i Territori Occupati, “a sostegno della causa palestinese”. E scrivo addirittura di tanto in tanto su un pericoloso “quotidiano comunista” che questa scritta porta sul frontespizio. Sono quotidianamente impegnata in pensieri tanto universali quanto “anti-Occidentali”, soprattutto “con l’obiettivo di contrastare l’islamofobia e il razzismo”: arrossisco a dirlo! Anche io considero “il nuovo decreto-legge approvato ‘come un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo’”, e temo in questo di essere in sintonia con il noto pregiudicato Prof. Gustavo Zagrebelski. Confesso inoltre che innumerevoli volte ho anche io seguito (anticipatamente!) i consigli di Youssef per aiutare a organizzare le manifestazioni, “dalla riunione iniziale tra amici, conoscenti e compagni fino alla marcia verso un punto di ritrovo prestabilito”. E addirittura ho fatto proprio come lui “suggerisce: …di coinvolgere i passanti e gli abitanti, per ampliare la partecipazione”. Confesso anche il vergognoso reato di aver indossato “occhiali protettivi, kefiah e guanti”. E infine, mi trema la voce a dirlo, ascolto quasi quotidianamente sulle onde malfamate di Radio 3 un programma che si chiama Rivoluzione, condotto dal noto stratega rivoluzionario Stefano Feltri, il cui tentativo di camuffare la sua illecita sobillazione delle menti con il titolo tradotto in inglese non sarà certamente sfuggito, gentile Pubblico Ministero, alla sua panottica e poliglotta attenzione.
In attesa degli agenti che la mia denuncia la obbligherà, come spero, a mandarmi alla porta, conterrò agli arresti domiciliari i miei facinorosi pensieri.
In fede,
Roberta De Monticelli