Dalle lotte studentesche di Firenze: comunicato di solidarietà dei docenti del Liceo Artistico ed annuncio nuova piazza per Mattarella, Valditara e Meloni.
Comunicato di solidarietà delle lavoratrici e dei lavoratori alle studentesse e agli studenti del Liceo Artistico di Porta Romana
Come lavoratori e lavoratrici del Liceo Artistico di Porta Romana, esprimiamo la nostra solidarietà alle studentesse e agli studenti della nostra scuola per quanto riguarda la mobilitazione in atto.
Ci preoccupa che, di fronte a una protesta studentesca, il confronto e l’ascolto possano lasciare spazio alla delegittimazione, alle minacce e alla criminalizzazione del dissenso.
La scuola non è soltanto un luogo di trasmissione del sapere, ma anche uno spazio di partecipazione, confronto e crescita democratica. Educare alla cittadinanza significa riconoscere alle giovani generazioni il diritto di prendere parola, interrogare il presente e contestare ciò che ritengono ingiusto. Significa anche educarci all’ascolto e interrogarsi sulle ragioni della protesta, anziché limitarsi a condannarne le forme.
Le mobilitazioni studentesche esprimono un rifiuto sempre più netto della guerra e delle politiche di riarmo, dei bavagli e delle censure che vengono imposti alla libertà di insegnamento e discussione, rivendicano il diritto a un’educazione sessuo-affettiva libera da pregiudizi e chiedono una scuola pubblica capace di contrastare le disuguaglianze anziché riprodurle, senza discriminare le studentesse e gli studenti di origine straniera attraverso l’introduzione di tetti alla loro presenza nelle classi. Sono rivendicazioni che mettono al centro il futuro delle nuove generazioni e una società più giusta, e che non possono essere liquidate o messe a tacere, ma richiedono ascolto e risposte politiche.
In questo contesto, la logica di controllo e repressione colpisce il dissenso e criminalizza le forme di protesta. La nostra solidarietà non implica necessariamente la condivisione di ogni scelta o modalità di mobilitazione, significa però difendere il diritto alla contestazione.
Qui veniamo al punto.
Come lavoratrici e lavoratori della scuola, sentiamo la responsabilità di sostenere una scuola capace di accogliere il conflitto sociale come pratica di democrazia. Il nostro atteggiamento non può essere paternalista e cattedratico.
Chiediamo che si apra uno spazio reale di dialogo, senza intimidazioni, né pregiudizi.
Esprimiamo la nostra solidarietà alle studentesse e agli studenti e a tutte le mobilitazioni che rivendicano una scuola più giusta, libera e inclusiva. Una scuola democratica non mette a tacere il dissenso: lo ascolta e lo riconosce come parte essenziale della crescita collettiva.
Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori del liceo artistico di Porta Romana (autoconvocata in data 21 ottobre 2026)
FIRENZE, STUDENTI IN PIAZZA IL 26 OTTOBRE: ATTESI MATTARELLA E VALDITARA
Il 26 ottobre Firenze ospiterà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, in occasione del Festival delle Regioni. E gli studenti annunciano una manifestazione.
A chiamare alla mobilitazione è il Collettivo K1 del liceo Machiavelli-Capponi, che chiede una scuola pubblica «sicura, inclusiva, libera e accessibile a tutte e tutti».
La protesta nasce dall’occupazione dell’istituto e punta a coinvolgere altri studenti, portando le rivendicazioni del mondo scolastico fuori dalle aule.
Il giorno successivo, il 27 ottobre, sarà in città anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sempre per il Festival delle Regioni.