Trasporto pubblico: gara regionale fallita. Al via gli aumenti: si torni al Pubblico!
Partito della Rifondazione Comunista Toscana
Trasporto pubblico locale. Gara regionale fallita. Si torni al pubblico, non come ma meglio di prima
Aumentano biglietti e abbonamenti: il fallimento del modello di affidamento del trasporto pubblico toscano
Dal 1° agosto aumenteranno le tariffe del trasporto pubblico locale in Toscana. Un rincaro che colpisce lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, pensionati e pensionate e tutte le persone che ogni giorno utilizzano l’autobus per studio, lavoro o necessità.
Di fronte a questo ennesimo aumento non basta discutere dell’entità dei rincari. Occorre interrogarsi sul modello che la Regione Toscana ha scelto per il trasporto pubblico locale.
Questa posizione non nasce oggi. Già nel programma elettorale di Toscana Rossa, sostenuto da Rifondazione Comunista Toscana e portato avanti dalla candidata presidente Antonella Bundu, era indicata la necessità di riportare i servizi pubblici essenziali sotto il controllo pubblico e di superare il modello delle esternalizzazioni.
Da oltre un decennio la Regione, guidata allora come oggi dal Partito Democratico, ha puntato sulla gara unica regionale e sull’affidamento del servizio a un gestore unico. Una scelta politica che ha progressivamente allontanato il controllo del trasporto pubblico dai territori e dai cittadini.
Oggi si pagano tariffe più alte senza avere maggiori strumenti di controllo democratico su un servizio essenziale. È il limite di un’impostazione che considera il trasporto pubblico come un servizio da affidare al mercato anziché come un diritto da garantire. Si sono tagliate le cosiddette linee deboli in ossequio a dei conti che si è poi scoperto essere sballati
Per questo, come Rifondazione Comunista Toscana, riteniamo necessario avviare una riflessione sul superamento dell’attuale modello di affidamento e sulla costruzione di soggetti interamente pubblici, organizzati su ambiti territoriali omogenei e capaci di gestire il servizio nell’interesse della collettività. Con aziende sottoposte al pieno controllo e gestione pubblica: le aziende Speciali Consortili.
Non si tratta di una proposta irrealistica: la normativa europea e nazionale prevede la possibilità di affidare i servizi pubblici a soggetti sottoposti al controllo degli enti pubblici. Gli strumenti giuridici per una gestione pubblica esistono.
L’aumento di biglietti e abbonamenti dimostra che il modello scelto dalla Regione Toscana non ha risolto il problema fondamentale: garantire un servizio efficiente, accessibile e realmente orientato all’interesse pubblico. È quindi necessario aprire fin da ora una discussione sul futuro del trasporto pubblico toscano e costruire le condizioni per riportarlo sotto una gestione pienamente pubblica, nella forma e nella sostanza.
Se i medesimi partiti chiedono più servizi pubblici a livello nazionale, hanno in Toscana il coraggio di essere coerenti dove sono maggioranza? Se no sono balle da campagna elettorale.
Segreteria Regionale Rifondazione Comunista Toscana