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Le scorte di armi della Nato si stanno esaurendo

Le richieste di armi e munizioni dell’Ucraina sono enormi e superano le capacità di produzione della NATO, dichiara il presidente del comitato militare del blocco atlantico.

“Il volume delle armi e delle munizioni che l’Ucraina richiede è enorme. La scala e il volume di ciò che viene utilizzato va oltre la nostra capacità di produzione”, ha detto domenica il presidente del comitato militare dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO), l’ammiraglio Rob Bauer in Norvegia.

Bauer ha sottolineato che i paesi che compongono il blocco militare occidentale devono avere come priorità la propria sicurezza. “Quando pensano di regalare armi o munizioni, devono pensare alla propria decisione: sto regalando? In secondo luogo, qual è il rischio che corro contro la mia stessa preparazione nella NATO, nel mio paese?”, ha avvertito.

Di fronte a questa situazione, ha chiesto un aumento della capacità produttiva nel settore della difesa.

Recentemente, il capo delle forze armate norvegesi Eirik Kristoffersen ha dichiarato che le riserve di munizioni della NATO “si stanno esaurendo pericolosamente”, poiché la domanda supera l’offerta.

Eirik Kristoffersen ha sottolineato al giornale norvegese VG che i rifornimenti di armi “continuano ad andare lentamente. Tutti i capi della difesa con cui ho parlato dicono che la domanda di nuove armi supera la produzione”,.

Situazione questa che non era stata stimata all’inizio del conflitto dagli Stati Uniti e dalla stessa Nato. In un articolo pubblicato sul New York Times e ripreso da Francesco Dall’Aglio in un post sul suo canale Telgram viene evidenziato come la produzione di armamenti della Russia non sia stata minimamente intaccata, nel lungo periodo, dalle sanzioni.

I funzionari statunitensi che hanno parlato sotto anonimato affermano che solamente nei primi mesi del conflitto la Russia aveva rallentato la produzione di armi. Nei mesi successivi Mosca è riuscita a eludere con efficacia le numerose sanzioni a cui è stata sottoposta. La possibilità che la Russia rallentasse la produzione di armi era un pilastro della strategia della Nato per sconfiggerla sul campo di battaglia.

“La Russia ha sovvertito i controlli all’esportazione americane utilizzando i suoi servizi di intelligence e il ministero della difesa per gestire reti illecite di persone che contrabbandano componenti chiave esportandoli in altri paesi da cui possono essere spediti più facilmente in Russia. In meno di un anno dall’inizio della guerra, la Russia ha ricostruito il commercio di componenti critici instradandoli attraverso paesi come l’Armenia e la Turchia. I regolatori statunitensi ed europei hanno cercato di lavorare insieme per frenare l’esportazione di chip in Russia”, senza però riuscire a tagliare le importazioni da altre nazioni, si legge nell’articolo.

Nell’ottobre 2022, gli Stati Uniti hanno riunito funzionari internazionali allo scopo di intensificare le sanzioni contro Mosca riducendo gli spazi per le forniture di micro chip, componenti per motori diesel, elicotteri e carri armati. Ma la Russia si è adattata rapidamente con i propri sforzi per garantire le forniture delle parti necessarie.

“Oggi, i funzionari russi hanno modificato la loro economia per concentrarsi sulla produzione della difesa. Con le entrate derivanti dagli alti prezzi dell’energia, i servizi di sicurezza russi e il ministero della difesa sono stati in grado di contrabbandare la microelettronica e altri materiali occidentali necessari per i missili da crociera e altre armi guidate di precisione. Di conseguenza, la produzione militare non solo si è ripresa, ma è aumentata”.

Prima dell’inizio del conflitto fonti di intelligence affermavano che la produzione di carri armati russi era di circa 100 mezzi, adesso Mosca ne produce 200 all’anno, nonostante le sanzioni.

Inoltre, secondo alcuni funzionari occidentali, la Russia starebbe producendo 2 milioni di proiettili d’artiglieria all’anno, il doppio di quanti ne produceva all’inizio del conflitto. La produzione di un  milione di proiettili d’artiglieria sarebbe l’obiettivo da raggiungere per la Nato, secondo quanto affermato ripetutamente dai vertici dell’organizzazione, obiettivo questo in ogni caso molto lontano dalla produzione di Mosca.

La Russia sta ora producendo più munizioni degli Stati Uniti e dell’Europa. Nel complesso. Kusti Salm, un alto funzionario del ministero della difesa estone, ha stimato che l’attuale produzione di munizioni della Russia è sette volte superiore a quella dell’Occidente.

“Anche i costi di produzione della Russia sono molto più bassi di quelli dell’Occidente, in parte perché Mosca sta sacrificando la sicurezza e la qualità nel suo sforzo di costruire armi in modo più economico”, ha detto Salm. Ad esempio un proiettile d’artiglieria da 155 millimetri    costa a un paese occidentale da 5.000 a 6.000 dollari, mentre a Mosca il costo per produrre un proiettile di artiglieria comparabile da 152 millimetri è di  circa 600 dollari . 

Gli Stati Uniti cercano in tutti i modi di impedire a Mosca di approvvigionarsi dei componenti sottoposti a divieto di importazione. Il 31 agosto, il Dipartimento del Commercio ha accusato tre persone di aver preso parte a una rete illecita di approvvigionamento russo. Uno dei tre, Arthur Petrov, un cittadino russo-tedesco, è stato arrestato e accusato dal Dipartimento di Giustizia di violazioni del controllo delle esportazioni.

E’ accusato di aver acquistato micro elettronica che avrebbe esportato a Cipro, Lettonia e Tagikistan da dove poi sarebbero stati inviati in Russia.

I funzionari che hanno parlato con il New York Times affermano che era molto prevedibile che le sanzioni non avrebbero inciso più di tanto sulla produzione di armi e che “ non era realistico pensare che Mosca non avrebbe reagito ai cordoni americani”. Quindi perché applicare sanzioni se si sapeva in anticipo che non avrebbero sortito gli effetti desiderati?

La risposta potrebbe essere che negli Stati Uniti era arrivato il momento di testare sul campo la reale forza dell’esercito. Vedere insomma se la Nato era in grado di sostenere una guerra contro un nemico  di pari potenza in vista di uno scontro con la Cina, usando L’Ucraina.

 

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