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Kiev ammette di essere il responsabile dell’attentato al ponte di Crimea

Il governo ucraino ha confermato di essere il responsabile dell’attacco al ponte di Crimea dello scorso 8 ottobre che ha causato la morte di cinque civili e la distruzione di parte del ponte.

Non che avessi dubbi in merito ma finalmente anche le autorità ucraine hanno ammesso che l’attacco compiuto al ponte di Crimea è stato compiuto da loro. Ieri, in concomitanza con il 500esimo giorno di guerra, il vice ministro della difesa d’Ucraina Anna Malyar ha ammesso la responsabilità di Kiev nell’attacco al ponte di Crimea avvenuto lo scorso 8 ottobre che ha causato la morte di cinque civili ed ha procurato ingenti danni all’infrastruttura.

Anna Malyar ha affermato che l’attentato aveva lo scopo di colpire la logistica militare russa. Fino ad ora le autorità di Kiev non avevano mai rivendicato ufficialmente questo attacco.

Questa dichiarazione sarà ovviamente ignorata dai nostri mezzi di informazione che hanno, fin dai primi istanti, sostenuto che fossero stati i russi a compiere ‘l’attentato al ponte  come, del resto, hanno sempre sostenuto che dietro il sabotaggio ai gasdotti North stream 1 e 2 ci fosse Mosca. 

Oggi intanto la  contraerea russa ha abbattuto un missile ucraino non lontano dal ponte di Crimea, a dimostrazione che questo ponte resta un’obiettivo importante per l’esercito di Kiev. 

Il governatore della Crimea Aksyonov ha reso noto che nei pressi di Kerch – e quindi del ponte che collega la penisola alla regione di Krasnodar – la contraerea delle forze armate russe ha abbattuto un missile da crociera. Si tratterebbe di uno dei missili “Storm Shadow” forniti dalla Gran Bretagna a Kiev. Secondo le autorità locali non sono stati registrati danni o vittime.

 

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