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Iniziati negoziati con Ucraina e Moldavia per l’ingresso in Europa

Il Consiglio d’Europa ha deciso di iniziare i colloqui per l’adesione dell’Ucraina e della Moldavia nell’Unione Europea mentre è ancora fermo il pacchetto di aiuti economici per i prossimi anni destinato a Kiev.

Il Consiglio d’Europa ha deciso di iniziare i negoziati per l’adesione di due nuovi paesi nell’Unione Europea: i due nuovi membri saranno, al termine dei negoziati, l’Ucraina e la Moldavia. Per la Georgia è è stato concesso lo stato di candidato all’entrata nell’unione.

La notizia dell’inizio dei negoziati per l’entrata nell’unione dell’Ucraina è un bel regalo di Natale per Zelensky che spera pure di far entrare il suo paese nella Nato. Storicamente l’entrata di un paese nell’Unione Europea ha coinciso con la successiva entrata nell’alleanza atlantica. In ogni caso il regalo di Natale di Zelensky per essere goduto appieno avrà bisogno di tempo, infatti l’inizio dei negoziati, se non intrapresi con procedura semplificata, possono durare anni o addirittura decenni quindi non sarei sicuro di trovare Zelensky alla guida del paese centro europeo quando l’adesione, ammesso ci sia, avverrà.

La decisione del Consiglio d’Europa certamente non spiana la strada agli eventuali colloqui di pace con la Russia anche se Mosca, da parte sua, non si è mai opposta all’adesione dell’Ucraina al blocco europeo. Per Mosca una linea rossa è invece chiaramente  l’adesione alla Nato. L’inizio dei negoziati con l’Ucraina ha avuto la luce verde anche dall’Ungheria di Viktor Orban, che secondo le voci filtrate, per non perdere la faccia dopo la sua storica opposizione all’entrata di Kiev in Europa avrebbe abbandonato la riunione al momento della votazione.

Probabilmente a Orban è stato promesso lo scongelamento dei fondi ancora fermi a Bruxelles per il suo voto favorevole o, come ha fatto. per non opporsi. Per non perdere completamente la faccia comunque il presidente ungherese continua a mettere il veto sulla modifica del bilancio dell’unione che prevede per i prossimi anni lo stanziamento di 50 miliardi di euro a favore di Kiev.

Viktor Orban continua quindi ad opporsi agli aiuti previsti dall’Unione Europea all’Ucraina, ma in futuro non ci sarebbe da stupirsi se cambiasse idea anche su questo. In fondo a Bruxelles basta dare un altro zuccherino a Budapest per fargli cambiare idea come del resto è accaduto con la decisione di iniziare i negoziati con Ucraina e Moldavia.

Il caso Moldavia potrebbe convertirsi in futuro in una nuova Ucraina, usata, dopo che Kiev venga definitivamente abbandonato al suo destino, come altra nazione per attaccare la Russia. I segnali ci sono tutti.

Infine non posso far a meno di preoccuparmi per la decisione presa dal Consiglio d’Europa perché, come detto, potrebbe rendere difficile la pace tra Mosca e Kiev. Mi sento di dire a tutti quelli che hanno applaudito alla decisione di Bruxelles che bisogna smettere di stare sulle barricate, che bisogna smettere di parteggiare per una parte o per l’altra ed iniziare a pensare che in una guerra non ci sono buoni e cattivi, non c’è chi ha ragione e chi ha torto. Bisogna iniziare a comprendere le ragioni di entrambe le parti perché se la guerra è iniziata è solamente perché non si è voluto che non iniziasse e i paesi occidentali, Stati Uniti in testa, hanno fatto di tutto per farla scoppiare.

Il dialogo e la comprensione è l’unica via di uscita ma iniziare i negoziati per l’entrata nell’Unione Europea di Ucraina e Moldavia, la concessione di paese candidato alla Georgia, sono decisioni che ovviamente vanno in direzione opposta per buona pace dei supporters da salotto di Kiev che abbondano dalle nostre parti che vedono quale unica soluzione al conflitto la completa sconfitta di Mosca sul campo. Cosa questa piuttosto difficile, per non dire impossibile, visti i risultati ottenuti dalla tanto invocata controffensiva di Kiev.

 

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