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I BRICS si allargano e passano da cinque membri, Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica ad undici accogliendo Argentina, Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi come nuovi membri dell’associazione.

L’allargamento dei membri era una delle priorità dell’XV riunione dei BRICS che si sta tenendo in Sudafrica e come previsto ha dato i suoi frutti, infatti il Presidente del paese ospitante ha annunciato che l’associazione ha deciso di accettare sei nuovi paesi tra i suoi membri.

Il Presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa  ha annunciato che  Abbiamo accettato Argentina, Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti come nuovi membri a pieno titolo dei BRICS

Riguardo all’allargamento il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato : “Mi congratulo con i nuovi membri dei BRICS e promettiamo agli altri membri che desiderano unirsi di aprire loro le porte al prossimo vertice. È stato un vertice ricco e importante, e mi congratulo con tutti i capi di stato per lo spirito di cooperazione e gli invito a una maggiore cooperazione, solidarietà e lavoro per lo sviluppo.

“L’India sostiene lo sviluppo e l’espansione dei BRICS. Lo sviluppo dei BRICS è un messaggio che tutti dovrebbero ascoltare ed è un esempio delle modifiche che devono essere apportate in varie istituzioni”, ha affermato il Primo Ministro indiano.

Da parte sua il Presidente cinese Xi Jimping ha sottolineato che “I paesi BRICS hanno una grande influenza e sono responsabili di stabilire la pace e la stabilità nel mondo. Ci congratuliamo con i paesi che si sono uniti ai BRICS, che hanno deciso di negoziare con i paesi sviluppati ed emergenti”.

Il Presidente del Brasile Inacio Lula da Silva ha dichiarato subito dopo l’annuncio dell’allargamento dei membri dei BRICS che “Dopo l’espansione, il PIL dei BRICS rappresenterà il 37% del PIL globale”. Una cosa non da poco che i paesi occidentali dovranno iniziare a prendere in considerazione quando prenderanno le loro decisioni.

“L’adesione dei sei nuovi paesi ai BRICS inizierà dal 1° gennaio 2024, in coincidenza con il primo giorno della presidenza russa”, ha detto Maria Zakharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri russo.

Ma non solo di allargamento si è discusso durante la riunione tenutasi in Sudafrica, infatti l’altro tema dibattuto è stato quello dell’adozione di una moneta comune tra i paesi aderenti nelle transazioni internazionali.

A tale proposito il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha dichiarato che “I leader dei BRICS ritengono che sia giunto il momento di utilizzare valute locali e sistemi di pagamento alternativi”, confermando così la volontà dei membri dell’associazione di volersi sganciare dall’egemonia del dollaro nelle loro transazioni economiche.

Se si considera poi che l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi, due grandi produttori di petrolio, sono stati accettati come membro allora si comprenderà come il dollaro potrebbe perdere la sua forza egemonica nelle transazioni petrolifere. Un fatto che potrebbe innervosire non poco la Casa Bianca.

In un intervista rilasciata ieri a L’Identità il presidente dell’Istituto Italia Brics, Vito Petrocelli ha affermato che “…stiamo parlando di un gruppo di Paesi diventati, non da pochissimo, il punto di riferimento del Sud del mondo. L’allargamento ad altri, al contrario di come dice qualcuno nel campo occidentale, non provocherà maggiori attriti, ma diluirà le tensioni sparse per il pianeta”.

“L’Europa non può fare da paciere (tra Russia e Ucraina ndr). La sua politica estera è troppo appiattita su quella di Nato e Usa. Come puoi pensare di essere un promotore di un accordo, un negoziato, se continui a fornire le armi a una delle parti in lotta? L’Europa è schiacciata davanti alle proprie responsabilità, dovute all’attaccamento a una struttura che lo stesso Macron aveva dichiarato in stato di morte celebrale e che invece è stata rivitalizzata da Kiev. I Brics hanno la grande occasione per dimostrare che la loro politica multipolare è efficace anche nella risoluzione dei conflitti”, continua Petrocelli.

Sulla situazione politica italiana afferma che “Meloni ha un grosso problema, lo stesso dei 5 Stelle nella scorsa legislatura. Ha gettato al vento la propria credibilità per attaccarsi a un confortevole euro-atlantismo, garantendo massima fedeltà all’alleato principale. Giorgia, oggi, è più la leader di Fratelli d’America che di Fratelli d’Italia”.

Questo vertice ha gettato inequivocabilmente le basi di un nuovo ordine mondiale basato non più solo sull’egemonia di un singolo stato, gli Stati Uniti, ma  su più  poli di interesse, un mondo appunto multipolare. Una svolta epocale che a tutti non piacerà. E la nostra Europa continuerà ad essere il cagnolino degli Stati Uniti o la nostra classe politica capirà che il mondo sta cambiando?

Sta cambiando perché l’ingresso dei nuovi membri ha reso i BRICS un’associazione che controlla circa il 60 per cento delle risorse energetiche mondiali, se da un lato gli Stati Uniti hanno una sostanziale indipendenza energetica, dall’altro  il vecchio continente soffre invece della mancanza cronica di risorse energetiche. Quindi non rendersi conto dei cambiamenti in corso potrebbe mettere l’Europa in grande difficoltà nel prossimo futuro. Vedremo se questa classe politica sarà pronta ad affrontare le prossime sfide o se continuerà a dipendere, come ha fatto da sempre. dagli interessi statunitensi.

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