Barberino: una tragedia che poteva essere evitata.
Questa la domanda a tutti i livelli di governo: dove destinare gli investimenti, morte o stato sociale?
Ennesima tragedia di una persona sotto sfratto.
Un uomo di 71 anni, al quale non era stato rinnovato il contratto di affitto, è deceduto nella sua abitazione di Barberino di Mugello (FI) per un’esplosione. Che sia stato per un caso, per un errore o per un gesto volontario, la correlazione con l’imminente sfratto, non può che far crescere in tutti noi un profondo sgomento.
Il diritto all’abitare è un diritto fondamentale alla persona ed è sacrificato ormai da decenni. L’emergenza abitativa è diventata strutturale e di anno in anno si è aggravata: dalle liste di attesa che crescono e persone sfrattate ospitate da famigliari determinando così gravi condizioni di sovraffollamento, a famiglie che continuano ad abitare in luoghi antigienici. In questi ultimi mesi il bisogno casa è diventato tragedia con troppi episodi finali come la perdita di vite umane.
Quanto accaduto a Barberino poi, a causa di solitudine e disperazione, avrebbe potuto provocare una tragedia ancora più grande.
Questa situazione è il frutto di decennali mancate politiche abitative rivolte ai ceti sociali più fragili. Mancati investimenti in termini di soldi e di messa a disposizione di patrimonio immobiliare sfitto compatibile alla residenza. E questo anche in Regione Toscana dove gli appartamenti ERP vuoti in attesa di manutenzione ordinaria e straordinaria urlano vendetta.
Il mercato abitativo privato rende gli affitti, sia per criteri selettivi (affitti brevi, garanzie richieste…) sempre più cari e inaccessibili.
In un momento in cui il mondo del lavoro è sempre più precario e i salari hanno pesantemente perso potere di acquisto le politiche sociali, comprese quelle sul diritto all’abitare, dovrebbero ricevere un picco di investimenti; invece tutte le risorse vengono sottratte per destinarle all’economia di guerra.
Come possiamo pretendere che persone fragili, o anziane, superino la solitudine e lo stress di una precarizzazione estrema della vita, come quella del superamento di uno sfratto? Ed arriviamo all’ennesima tragedia che non deve lasciarci indifferenti e che deve pretendere una risposta: dove vogliono investire i nostri governanti, in morte o in stato sociale?
Segreteria Regionale Toscana del PRC