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Appello per la manifestazione di Montale: No alla termodistruzione! Si per un’economia circolare.

rapeinceneritore

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

FEDERAZIONE PROVINCIALE DI PISTOIA

appello a tutte e tutti gli iscritti al partito della Rifondazione Comunista per la partecipazione alla manifestazione regionale del 7 novembre ore 14,30 a Montale contro il raddoppio dell’inceneritore e contro la logica della termodistruzione in Toscana

Sono mesi che c’è una mobilitazione permanente con punte di adesione straordinaria da parte dei cittadini di Montale ed Agliana contro l’ipotesi che hanno tirato fuori, in pena estate, di raddoppio dell’inceneritore di Montale, insieme al raddoppio degli inceneritori di Arezzo e Poggibonsi e di un nuovo impianto a Peccioli (ossicombustore); mobilitazioni che segnalano non solo la ripresa di iniziativa pubblica dei movimenti ma anche una nuova presa di coscienza da parte di centinaia di cittadini che intervengono puntualmente ai Consigli comunali di Agliana e Montale e che hanno partecipato (molti per la prima volta in vita loro) a una manifestazione nazionale a Roma e ad altre a Firenze e Peccioli.
La risposta brutale ma chiara l’hanno avuta dal direttore dell’ATO Toscana Centro Dario Baldini che in audizione al Comune di Pistoia il 7.10.2026 dice: “L’autosufficienza è un requisito richiesto dalla legge, quindi Montale va raddoppiato e ne servono altri due”.

Noi del PRC riteniamo sia sbagliato per due motivi:

1. L’autosufficienza non vuol dire inceneritore. Lo dice la legge europea.

La Direttiva UE 2008/98 e il Piano Regionale Toscana dicono che l’autosufficienza si raggiunge con questo ordine:

Prevenzione > Riuso > Riciclo > Recupero di materia > Recupero di energia (inceneritore) > Discarica.

Baldini, invece, inverte la piramide: parte dalla fine, dall’inceneritore.

Se la Toscana fa il 70% di differenziata come dice ATO stessa (69,71% nel 2024), il Rifiuto Urbano Residuo è in calo: 259.922 tonnellate in tutto l’ATO Centro. Montale ne brucia già 47.000. Dove sarebbero le 100.000 tonnellate per il nuovo impianto che lui vuole? Si costruisce un mostro per i prossimi 20 anni sperando che non si ricicli più? o si è già deciso di bruciare anche quello che si potrebbe riciclare? o, addirittura, si importeranno rifiuti da altre regioni?

Questo lo contestiamo: un inceneritore ha tempi lunghi per la sua costruzione e brucerà i rifiuti prodotti tra 10 anni, non quelli di oggi. E tra 10 anni la Regione deve arrivare all’80% di differenziata. Ce lo dice l’Europa.

2. Il controllo non c’è, e lo dice ARPAT in fase di smantellamento, non i comitati del NO o Rifondazione Comunista.

Come vedete abbiamo argomenti serissimi e validi da contrapporre e non possiamo lasciare soli i cittadini ma anche i nostri compagni/e di Montale, Arezzo e Poggibonsi.

Per questo rivolgiamo un appello a tutto il Partito pistoiese e toscano (la segreteria regionale ha già inviato l’adesione politica e sarà presente il responsabile Ambiente regionale compagno Nicola Cavazzuti) alla presenza fisica alla manifestazione di sabato 7 novembre 2026 con partenza ore 14,30 da Piazza G. Matteotti di Montale e arrivo davanti all’inceneritore in via Tobagi.

Come Federazione di Pistoia saremo presenti con il nostro striscione. Vi chiediamo di venire con le bandiere del Partito (ricordatevi che ci sono circa 3 km da fare a piedi quindi c’è da organizzarsi per il rientro alla Piazza Matteotti ma stiamo proponendo al Comitato NonCIStiamo un pullmino o un servizio per far rientrare le persone; come al solito è un problema di costi).

Non stiamo a farla lunga ma siamo certi che abbiate compreso l’importanza della presenza fisica per una grande manifestazione e della visibilità del Partito dentro quella che può diventare una manifestazione di straordinaria importanza!

Rifondazione Comunista – S.E. Federazione di Pistoia,

Circoli Rifondazione Comunista – S.E.della piana Agliana Montale e Quarrata

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